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Motivare un Team: Strategie per Manager per Tenere Motivato il Team

Se sei un manager o un aspirante tale sappi che il tuo compito principale (anche piuttosto arduo) è quello di gestire un team.

Che tu lo abbia fatto no, voglio avvertirti subito.

Si tratta di uno dei compiti più difficili e impegnativi per un manager.

Infatti, i più grandi imprenditori del mondo affermano che la parte più complicata nella gestione aziendale risulta proprio quella di avere a che fare con le persone.

I collaboratori sono esseri umani, fatti non solo di ambizioni ma anche di emozioni ed è davvero difficile riuscire a unire gli obiettivi aziendali, con gli obiettivi personali e, ancora, con la voglia di motivarsi a vicenda.

Motivare un team è difficile, certo, ma non è di certo impossibile.

Ci vogliono le giuste tecniche ma soprattutto la capacità di comportarti da vero leader.

Ho già parlato di come sviluppare una leadership agile all’interno di questo articolo.

Se sei interessato a diventare un vero leader nella tua organizzazione, allora ti consiglio di leggerlo e cominciare ad approfondire.

Nell’articolo di oggi vedremo insieme alcune tecniche e best practice che ti permetteranno di motivare al meglio il tuo team e ottenere il massimo dal tuo gruppo di lavoro.

Continua a leggere.

Benefici che puoi ottenere grazie a un team motivato e produttivo

Avere un team motivato e produttivo non è un semplice capriccio o un modo per sentirsi meglio al lavoro, è proprio una condizione essenziale affinché un’azienda possa funzionare nel migliore dei modi.

Non so se ti è mai capitato, anche quando eri un lavoratore alle prime armi, di trovarti in contesti in cui non ti sentivi per niente a tuo agio e in cui non riuscivi a dare il meglio di te.

Il tuo capo era troppo oppressivo, ti faceva delle inchieste insolite che non rientravano nei tuoi i tuoi compiti, non comprendeva appieno i tuoi punti di forza e i punti di debolezza e continuava a ripetere cosa andava male nel tuo lavoro.

Come ti sei sentito in questi contesti? Eri spinto ad andare avanti e dare il meglio di te oppure volevi soltanto scappare a casa non appena la campanella delle 18 suonava?

Credo proprio che tu propendessi per la seconda opzione.

Un clima negativo e di malessere non giova a nessuno, né al manager, né collaboratori, né all’azienda.

Questo perché, in tale contesto, nessuno si sentirà di dare il meglio e nessuno vorrà fare qualcosa in più per portare il progetto al successo.

Ti troverai di fronte a dei semplici dipendenti che vengono a lavoro soltanto per prendere lo stipendio e guadagnare un po’ di soldi ma non per vera passione e relazione con te.

La passione e la motivazione sono i due driver di qualsiasi azienda di successo

Se pensi alle grandi aziende di successo come Apple o Tesla, il denominatore comune dei propri fondatori, e che riescono a loro volta a trasmettere ai propri dipendenti e ai propri clienti, è sempre la passione verso lo sviluppo e il miglioramento del proprio prodotto o servizio.

La passione è un obiettivo comune sono i driver principali che motivano un team con un capo o un leader forte che sappia condurli verso una meta condivisa.

Perché se non ci sentiamo veramente coinvolti all’interno di un progetto non siamo in grado di proseguire e non siamo in grado di dare il nostro meglio, né come manager né come collaboratori.

Essere motivati è essenziale per lavorare in un contesto produttivo e che possa mettere tutti in condizioni di sentirsi bene e dare il meglio.

Nel prossimo paragrafo vediamo insieme come è possibile concretamente fare tutto ciò.

7 strategie che puoi iniziare a utilizzare oggi stesso per motivare il tuo team

Non sai come motivare il tuo team e spingerlo a produrre di più è meglio?

Vuoi mantenere alto il tuo morale e quello dei tuoi collaboratori ma non sai proprio da dove iniziare?

Spesso le cose semplici sono le più performanti, probabilmente se i tuoi collaboratori ti vedono come un capo, non ti rispettano e non producono, stai commettendo alcuni errori anche basilari, di cui non ti accorgi se ti guardi dall’interno.

Prova a guardarti dall’esterno, mettiti nei panni dei tuoi collaboratori e pensa come uno di loro.

Ricorda quando avevi anche tu un manager o pensa al tuo manager attuale per capire quali sono i comportamenti che ti danno più fastidio e in che modo potresti essere spronato a dare di più.

Segui le indicazioni che trovi nel prossimo paragrafo.

1. Definisci obiettivi chiari

Per avere un team motivato e performante, il primo modo è sicuramente definire degli obiettivi chiari.

Come abbiamo visto, le persone si affezionano a delle missioni e a degli scopi da perseguire, che devono essere condivisi con ciascuno di loro.

Se non hai condiviso la missione aziendale con i tuoi collaboratori, questo è un grave errore e li fa sentire poco coinvolti all’interno del sistema aziendale.

Può capitare, però, che gli obiettivi non li sappia nemmeno tu perché dipendi da un livello manageriale ancora superiore.

Per far fronte a questo problema, ti consiglio di operare in due passi.

Prima di tutto chiarisci gli obiettivi del tuo progetto e dell’azienda di cui fai parte.

Se non ne sei a conoscenza, cerca di spronare i tuoi superiori per sapere di più.

Definisci una rotta, ricordati che sei un manager e sei un leader, le persone devono seguirti. Ma se tu non sai dove andare non potrai sperare che ti vengono dietro.

A questo punto, devi fare una riunione con tutti i tuoi collaboratori, a sfondo motivazionale e pratico, in cui condividere gli obiettivi che state perseguendo.

Coinvolgi i tuoi collaboratori e spiegagli per filo e per segno cos’è che vi spinge a fare le scelte che avete fatto.

Chiedi dei feedback e il loro parere sulla situazione, arricchite insieme gli obiettivi e trovate dei modi per perseguirli al meglio.

2. Utilizza i micro-commitment

Se ti trovi in una situazione di scarsa motivazione di tutto il team, che non ti segue e non fa ciò che deve, non puoi ottenere tutto in una volta.

Gli americani utilizzano degli strumenti molto interessanti a livello di crescita personale che possono essere applicati anche alla crescita motivazionale dei collaboratori all’interno di un’azienda.

Questi strumenti si chiamano micro commitment che consistono in piccoli impegni incrementali che puoi assegnare ai tuoi dipendenti affinché raggiungano il risultato desiderato un passettino alla volta.

Se uno o più membri del gruppo non stanno performando bene e lo fanno da anni, non è possibile portarli da zero a cento in pochissimi giorni.

Non capiranno il motivo e si sentiranno incredibilmente sopraffatti dalla mole di lavoro.

Un metodo intelligente per rendere il passaggio più graduale è prevedere tanti piccoli step che portino il tuo collega al risultato desiderato.

Stessa cosa succede se vuoi metterti a dieta, per fare un esempio più concreto.

Non puoi passare dal mangiare 3 pasti al giorno a fare il digiuno, probabilmente ti sentirai male oppure il tuo corpo reagirà in maniera molto brusca a questo cambiamento.

Però, se cominci a ridurre gradualmente le quantità e abituarti a mangiare meno, nel corso del tempo, forse un paio di mesi, raggiungerai un livello di alimentazione più bilanciato.

3. Motiva sempre le scelte

Per fare un gioco di parole, il modo migliore per tenere motivato il team e motivare le tue scelte nei loro confronti.

Abbiamo visto già in precedenza quanto definire degli obiettivi chiari possa essere potente, a questo punto devi essere ancora più specifico.

Per ogni compito che andrai ad impartire dovrai anche usare la parolina magica “perché”, per spiegare in che modo può essere utile all’azienda quel compito ben preciso.

4. Prendili in considerazione nelle scelte

Il segreto non è soltanto informare i tuoi collaboratori di ciò che è deciso ma soprattutto coinvolgerli in situazioni che possono essere determinanti per loro.

Immagina che stiate sviluppando la nuova strategia di marketing per il lancio di un nuovo prodotto è che sono coinvolti il copywriter, il social media manager e il product manager.

Non puoi permetterti di andare da loro e impartire gli ordini che devono compiere, in questo modo non saresti un vero leader e non saranno motivati.

Che ne dici invece di coinvolgerli all’interno della riunione per organizzare il lancio insieme e sentire anche i loro feedback?

Potrebbero nascere delle soluzioni nuove a cui non avevi minimamente pensato che scaturiscono proprio dal contributo di chi mette le mani giornalmente sul progetto.

5. Fornisci loro strumenti di crescita

Uno degli stimoli più grandi per un essere umano è quello di sentirsi in crescita continua e di non fermarsi mai.

Questo vale sia a livello personale che professionale. Anzi, le due cose sono strettamente legate.

È bene che tu metta a disposizione dei tuoi colleghi e dei tuoi collaboratori degli strumenti e con cui loro possono migliorarsi di continuo.

Se le persone non si sentono crescere, in automatico si sentono demotivate, per questo motivo devi fare sempre in modo da mantenere alto l’umore.

Come?

Mettendo a loro disposizione corsi on-line, corsi dal vivo o eventi di formazione relativi al loro lavoro o alle loro passioni, con cui possono trovare nuovi stimoli e migliorarsi sempre.

Ti assicuro che il boost di motivazione che proverrà da questi eventi e le nuove idee che scaturiranno ti faranno rientrare ben oltre la spesa che avrei sostenuto.

6. Concedi pause quando necessario

I tuoi collaboratori non sono delle macchine e spesso, se sono sottoposti a carichi di lavoro troppo intensi, possono risentirne e performare meno nel lungo periodo.

Il tuo ruolo come leader e come manager è anche quello di possedere un certo grado di empatia e comprendere il momento in cui il tuo collaboratore proprio non ce la fa più.

Invece di continuare a caricare di nuovi i compiti e ad assegnare mansioni, concedi una pausa.

Un giorno a casa oppure un biglietto per fare un’attività che tanto gli piace.

Possono essere tante idee per far staccare un po’ la spina e farlo tornare al lavoro più motivato di prima.

7. Crea alternanza tra periodi di carico e scarico

Un modo efficace per mantenere sempre alta la motivazione ed evitare di mandare in burnout i membri del tuo team è quello di prevedere dei periodi di carico e di scarico delle mansioni.

Che cosa significa?

Se nell’ultimo mese avete lavorato a dei task molto sfidanti, che tenevano tutti impegnati per ore ed ore non solo a livello fisico ma anche a livello mentale, a questo devi far seguire dei periodi di scarico.

Si tratta di momenti di lavoro meno intensi, in cui ci sono meno responsabilità e in cui non si lavora a compiti chiave.

Finirete di lavorare prima.

In questo modo avrete anche l’occasione di rilassarvi e ricaricare le pile per quando i tempi torneranno più duri.

Hai mai utilizzato uno di questi strumenti per gestire al meglio il tuo team di lavoro?

Spero che in questo articolo tu abbia trovato degli spunti utili per iniziare da subito ad allenare il tuo team e motivarlo il più possibile.

Scrivimi nei commenti se vuoi ulteriori spiegazioni oppure condividere le tecniche che tu stesso hai utilizzato all’interno del tuo gruppo di lavoro.

Sono sicuro che sarà un’occasione molto interessante di confronto e per respirare altri manager come te.

Ti aspetto.

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