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Minimum Viable Product: Cos’è e Perché è Importante nel Business

Oggi parliamo di Minimum Viable Product, ossia della versione base di un prodotto oppure di un servizio che contiene le caratteristiche minime per poter funzionare ed essere utilizzabile dagli utenti.

Ne hai mai sentito parlare?

Sono certo che approfondire questo argomento ti sia utile anche per comprendere meglio la metodologia Agile, soprattutto il metodo Scrum ed il metodo Lean.

Il Minimum Viable Product è un concetto che potrebbe spaventare un manager con approccio molto tradizionale e, in alcune aziende, non si riesce ancora ad applicare appieno.

Si basa sulla logica di abbandonare per sempre il perfezionismo e produrre un output che sia sempre non completo, ridotto ai minimi termini e appena funzionante.

Ovvio, non stiamo parlando di una logica classica, in cui il prodotto deve essere perfetto per essere lanciato sul mercato ma ci avviciniamo ad un approccio più moderno in cui il perfezionismo di fa da parte per lasciare spazio a test di mercato.

Nelle prossime righe vedremo proprio cos’è un Minimum Viable Product, quali sono i benefici principali nel suo utilizzo e quali sono le fasi per costruirlo al meglio.

Partiamo subito.

Cos’è il Minimum Viable Product

Il Minimum Viable Product , abbreviato in MVP, rappresenta una versione della Unique Value Proposition del prodotto, che permette agli utenti che sentono un determinato problema, di sperimentare subito la soluzione.

Il Minimum Viable Product non è solo un prototipo di un prodotto o di un servizio, ma è soprattutto uno strumento che permette di massimizzare l’apprendimento con il minimo degli sforzi in termini di tempo e costi.

L’obiettivo, dunque, non è quello di creare un prodotto o un servizio perfetto sin dall’inizio senza sapere se questo funzionerà sul mercato, ma è quello di testare una prima versione e vedere la risposta del mercato.

Se per esempio, devi lanciare un software oppure un’app, in questo caso lancerai prima una versione beta del prodotto, che abbia solamente le funzioni base e poi se il feedback degli utenti che l’hanno testato, definiti come early adopter, sarà positivo, allora procederai step by step alle integrazioni.

Vuoi qualche esempio?

Pensa a Facebook: quali erano le funzioni presenti nella sua prima versione, rilasciata nel 2008 e quante, invece sono le funzioni attuali?

Tutte le startup tecnologiche di successo hanno sviluppato ai loro albori egli MVP.

Forse ti starai chiedendo se ce ne sono alcune che sono partire invece da un prodotto finito già bello è completo. La risposta è… no!

Tutti coloro che, nel mercato tecnologico odierno, tentano di creare prodotti perfetti fin dall’inizio si ritrovano inevitabilmente ad essere mangiati dal mercato che prevede rilasci graduali e un test continuo.

Come ci dicevamo prima, i famosi early adopter sono consumatori sperimentatori, che amano il rischio e lanciarsi in qualcosa di nuovo, per questo sono ben contenti di provare versioni beta di prodotti ed essere stati i primi a fare “quella cosa lì”.

Quindi non scoraggiarti, non pensare che solo quando il prodotto sarà bello e pronto potrai lanciarlo, i tempi sono cambiati e anche i flussi di gestione di progetti complessi sono mutati.

Non ne sei ancora convinto?

Nel prossimo paragrafo vedremo insieme quali sono i principali benefici nel produrre un Minimum Viable Product.

Quali sono i benefici nell'utilizzare un Minimum Viable Product

Avrai sicuramente compreso che testare una prima versione di prodotto e creare il cosiddetto MVP sa fondamentale ma, in questa sede, ci tengo ad approfondire nel dettagli i principali benefici che derivano dall’adottare un approccio di questo tipo.

Prima di procedere, ti ricordo che il Minimum Viable Product è parte di una intera metodologia di project management moderna che si chiama proprio metodologia agile.

Se non sai cos’è e vuoi approfondire puoi leggere questo articolo completo in cui ho incluso una introduzione completa alla metodologia agile.

1. Validare il mercato

Potrai verificare sin da subito se il prodotto o servizio che vuoi lanciare sul mercato risolve davvero dei problemi o dei bisogni degli utenti.

Infatti, troppo spesso quando si avvia un nuovo business si vedono solamente vantaggi e benefici, senza tener conto che un’idea per funzionare deve essere ricercata ed approvata dal mercato, altrimenti sarà un flop.

Ed è proprio quello che accade la maggior parte delle volte.

Si crea un prodotto non perché ci sia una esigenza specifica ma perché si ha un’idea a cui dare sfogo.

Peccato che senza un MVP risulta davvero difficile accorgersi dal principio che non può funzionare e il colpo sarà davvero duro da assorbire.

Invece, nel momento in cui si va a costruire una versione ridotta ai minimi termini, si possono effettuare degli importanti test di mercato che consentono di capire il suo andamento e il grado di gradimento.

Tratte le dovute conclusioni, si può decidere di procedere lungo la strada, virare oppure addirittura tornare indietro se si è preso un grande abbaglio.

2. Evitare sprechi di risorse

Prima di realizzare un prodotto oppure un servizio completo è bene lanciare il suo MVP per evitare inutili sprechi sia in termini di risorse umane che monetarie.

Infatti, sin dal primo rilascio si potrà verificare se il prodotto oppure il servizio sia ben accetto dal mercato, se ci sono delle criticità da risolvere o se sia meglio cambiare il tiro.

Parliamo dunque sia di risorse concrete che servono per lo sviluppo del progetto ma anche di risorse temporali, intese come impiego del team.

Se la funzione prevista non è ricercata nel mercato, inutile impegnare il team di sviluppo in un processo così lungo, meglio dirottare le sue forze su focus più in linea con il mercato.

3. Fare analisi dei comportamenti e dei bisogni degli utenti

Conoscere i bisogni, i problemi e le necessità del proprio target di riferimento, sarà l’asso nella manica per realizzare un MVP che sia davvero sentito e desiderato dagli utenti.

Devi sempre ricordare che un prodotto oppure un servizio per avere mercato, deve andare ad adattarsi con una richiesta, altrimenti si tratterà solo di una bella idea che però non convertirà l’utente e non porterà risultati.

Il Minimum Viable Product ti permette di andare a sondare nel concreto questi bisogni e fare delle analisi di mercato basate su esperimenti ed errori.

Stiamo parlando di un processo estremamente concreto che non presuppone davvero quasi nulla di astratto, ma si rivolge al mercato per cercare conferme o smentite a quanto ipotizzato.

4. Gestire il team e il progetto in ottica agile

Il team può essere gestito tramite sprint successivi di sviluppo, in cui i feedback vengono dati dal mercato e dagli utenti, in base ai quali si sviluppano le successive versioni del prodotto o servizio.

Come abbiamo visto anche in articoli precedenti proprio parlando più nel dettaglio della metodologia agile, ci inseriamo in un approccio completamente differente di project management.

Si tratta di una roadmap che non viene definita a priori ma che cambia e si adatta a quanto viene scoperto di volta in volta da successive analisi concrete e test di mercato.

5. Fare dietrofront nel caso in cui il prodotto o servizio non sia apprezzato dal mercato

Se il prodotto o il servizio non sono considerati ed apprezzati dal mercato è necessario apportare delle modifiche ed integrazioni, ma se noti che anche in questo caso il Minimum Viable Product non è performante, ti consiglio di cambiare progetto per evitare un inutile spreco di soldi, tempo e risorse.

Non è detto che bisogna andare sempre e solo avanti anche se ci rendiamo conto che le cose non stanno andando come sperato.

Per procedere devi avere le dovute conferme dal mercato e non lanciarti in un progetto che potrà rivelarsi fallimentare dopo poco.

Definisci dei KPI consoni e valuta il proseguimento del progetto in base a questi ultimi.

Come si costruisce un Minimum Viable Product

Ora che hai capito cosa è un Minimum Viable Product e perché è importante per la tua azienda, vediamo insieme come si realizza.

1. Individuare un’esigenza del mercato

Per realizzare un Minimum Viable Product è necessario partire da una necessità, individuando sia i bisogni latenti che i bisogni espressi a cui non è ancora stata data una risposta idonea da parte del mercato.

I bisogni latenti sono quelle richieste dell’utente di cui non sa di avere bisogno, mentre i bisogni espressi sono consapevoli, in quanto l’utente è conscio di avere una necessità.

Di solito, i bisogni espressi sono più facili da trovare perché, appunto, l’utente di manifesta e li comunica.

Sono però anche quelli più saturi proprio perché è probabile che qualcun altro li abbia visti prima di te e stia cercando, o abbia già dato, una soluzione concreta.

Dall’altra parte ci sono invece i bisogni latenti, quelle necessità che l’utente non ti dice ma che costituiscono un problema per lui, che non riesce a risolvere.

Spesso si tratta anche di anticipare problemi che sopraggiungeranno in un futuro prossimo in modo da essere i primi nel mercato nel momento in cui le condizioni cambieranno.

Si tratta proprio del limite estremo della metodologia agile, essere talmente snelli e fuori dal mercato da anticipare qualcosa che ancora non c’è ma che potrà essere estremamente rilevante in futuro.

Di solito progetti di questo tipo stentano a partite nel breve termine ma, nel lungo periodo, sono destinati a creare nuovi trend e prodotti di successo.

2. Prevedere una prima roadmap di sviluppo del progetto

In questa fase si butta giù una prima roadmap del progetto che sarà la bussola per realizzare le seguenti iterazioni fino al rilascio del MVP e poi del prodotto o del servizio finale.

A questo punto, una volta individuato il prodotto minimo da realizzare, è necessario programmare la sequenza delle azioni che lo porteranno a realizzazione nel più breve tempo possibile.

Quali sono le fasi, o gli sprint se vogliamo restare nel linguaggio della metodologia agile, che dobbiamo fare affinché sia pronta una primissima versione di test?

Cominciamo a pianifica, a suddividere i compiti e a fare delle previsioni temporali plausibili.

Vediamo ora qual è la terza e ultima fase del processo.

3. Selezionare le funzioni base da inserire all’interno della prima versione

È importante chiedersi quali sono le funzioni core del software o del prodotto, che lo renderebbero performante e funzionante e che quindi, darebbero il beneficio base ricercato dal mercato.

Dopo questa fase è possibile partire per determinare le prime funzioni che porteranno il prodotto sul mercato per un primo A/B test, che se avrà esito positivo, sarà l’output da cui partire per gli sprint successivi, altrimenti se avrà esito negativo sarà da modificare secondo i dati ottenuti dall’analisi dei dati, delle statistiche e del comportamento degli utenti.

Partiamo sempre da una prima proposta di funzioni che, se confermate dai primi test, andranno in produzione altrimenti verranno sostituite da altre che verranno giudicate più rilevanti.

È davvero importante, in questa fase, lasciare andare l’attaccamento verso il progetto e voler realizzare a tutti i costi il prodotto così come ce lo siamo immaginati.

In prima battuta, molto meglio avere una visione nebulosa di quella che sarà la realizzazione finale perché il mercato potrebbe suggerire di andare in una direzione completamente diversa.

Onde evitare di restare delusi e trascinare in un vortice negativo tutto il team, meglio restare superficiali e desiderosi di conoscere dagli utenti quelli che sono i prossimi sviluppi.

Conclusione

Il Minimum Viable Product si inserisce perfettamente nella logica di gestione di un progetto agile, anzi, ne è una diretta conseguenza.

Come manager, infatti, ti troverai a dover gestire un team incredibilmente dinamico ed a dover prendere insieme decisioni difficili nel più breve tempo possibile.

Ti senti pronto? Pensi di essere in grado?

È perciò fondamentale adottare una metodologia di Leadership Agile, senza guidare dall’alto il tuo team ma dovrai condurlo dal basso, aiutando ciascun membro a dare il miglior contributo alla squadra in evoluzione.

Se vuoi approfondire la Leadership Agile leggi subito l’articolo

D’ora in poi, ti consiglio sempre di chiederti se vale davvero la pena sviluppare da subito tutte le funzioni del prodotto oppure se è possibile testare una piccola versione beta per poi procrastinare la sua realizzazione in un secondo momento.

Sono sicuro che, nella maggior parte dei casi, l’80% delle funzioni pensate sono accessorie e non comportano un vero beneficio per l’utente nel breve periodo.

La loro mancata realizzazione sarà per te un asset molto importante, perché ti permetterà di risparmiare tempo e adattarti a quelle che sono le attuali necessità del mercato.

Se hai domande o curiosità sul Minimum Viable Product o sulla Metodologia Agile, scrivimi nei commenti.

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